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INFO                            
 
Edom vi da il benvenuto nella Terra di Mezzo cibernetica in cui si è rifugiato in attesa di un mondo migliore. Ma chi è Edom? Su di lui forse vorrete sapere qualcosa di più. Edom (Alex Antonini nella dimensione terrestre) è nato il 31 luglio 1977, è direttore della fotografia, diploma conseguito presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, la prestigiosa Scuola Nazionale di Cinema. Da anni usa la fotografia come mezzo espressivo della sua arte e qui in Edomland ha deciso di presentare la sua produzione:  una galleria straordinaria di Fotografia Dark.
 
Avete presente la vena malinconica dei testi dei Depeche Mode?  
Non voglio dare adito a voci blasfeme
Ma penso che Dio abbia un macabro senso dell'umorismo
E quando muoio mi aspetto di trovarLo che ride……
 
Se solo potessi nascondere/Il peccatore dentro di me
E negarlo
Quanto sarebbe dolce la vita
Se potessi essere libero
Dal peccatore dentro di me……
 
Dolore e sofferenza raggiungono sempre il bersaglio
Sapendo che non puoi perdere quello che non hai.  
 
Ebbene,le fotografie di Edom sono dark come i brani dei Depeche Mode. E’ dark David Gahan quando canta: "Siamo morti notturni/Siamo dentro la stanza degli zombie/ Siamo dei parassiti al tramonto/Abbiamo ferite che ci siamo inferte da soli". In “Dead of Night” si riconosce una generazione di giovani vestiti perennemente di nero,  cultori di musica dark, del cinema gotico e di fantascienza, che hanno rinnegato la fiducia nei sogni e nella perfetta, intatta felicità dell’infanzia, che hanno abbandonato i ritmi frenetici del rock per cantare la condizione e l’avvilimento dell’uomo, elemento sofferente di una società che non lo comprende.
 
Lo stato d’animo di Edom è dark, come la sua filosofia. I dark, qualcuno li ha definiti i santoni delle frustrazioni giovanili. Ma quello di Edom è il dark maturo di chi rincorre la conoscenza per mezzo della ragione e della logica, evitando di cadere nella trappola della fede cieca nei dogmi che la maggioranza usa come stampelle. E’ la nemesi di una società che ci opprime e ci sottomette a un sistema nihilista e totalitario, che impone la sua volontà e non lascia spazi di libertà all’espressione dei sentimenti, della bellezza, della vita. Una società che esclude, emargina coloro che non si adattano ai suoi canoni, alle sue regole e, in molti casi, ai suoi feroci e distruttivi comportamenti.
 
E il magistero fotografico di Edom è dark . Le sue foto, rigorosamente su pellicola ma rielaborate con la tecnica digitale, sono una metafora fortemente simbolica della condizione umana. Hanno una forza evocativa che colpisce. Gli scatti che faccio – dice Edom - sono proiezioni mentali di immagini reali rielaborate secondo la mia sensibilità, le mie emozioni. Se la fotografia, secondo Federico Zeri, è un modo di grande espressione artistica perché è una selezione operata dalla mente dell'uomo, in una società deviante e minacciosa come quella in cui viviamo siamo costretti a denunciare il nostro malessere con il linguaggio profondo e silenzioso dei simboli. Da qui la ricorrenza delle maschere, come nella vita.
Chissà – si chiede Edom - se il consesso umano raggiungerà mai un livello di evoluzione in cui primo impulso dell’uomo non sia la violenza ma l’amore e la solidarietà, così da dire addio alla doppiezza della maschera? Le sue fotografie sono un contributo a tale utopia.
  
Anagni, 2 Aprile 2007 Federico R. Neri
 
 
 
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